Indice del forum Biodanza Forum : Voci dalla Biodanza
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Come programmare il settimanale? Invito a cooperare ...

 
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artemisia
esordiente


Registrato: 23/09/06 19:26
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MessaggioInviato: Dom Set 24, 2006 12:18 pm    Oggetto: Come programmare il settimanale? Invito a cooperare ... Rispondi citando

prova invio
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artemisia
esordiente


Registrato: 23/09/06 19:26
Messaggi: 2

MessaggioInviato: Ven Ott 13, 2006 12:35 pm    Oggetto: creiamo una rete Rispondi citando

Carissimi

ho passato gli ultimi giorni a leggere tutti i messaggi presenti sul forum dopo una pausa di alcuni mesi dovuta a problemi tecnici (non avevo il mio computer ed in ufficio mi hanno "giustamente" oscurato il sito)
Dopo questa grande abbuffata di idee, stimoli e riflessioni, mi sono accorta che lo spazio tirocinanti è rimasto a lungo desolatamente vuoto.

I casi sono due o il forum non è ancora abbastanza conosciuto alle nuove leve (e quindi urge azione di diffusione) oppure ci troviamo di fronte ad una situazione di difficoltà di confrontarci su un terreno che non sia solo quello dei massimi sistemi ma sia un po' più operativo, didattico..

Francamente un dubbiio che sia così io ce l'ho!!! Mi basa sulla mia esperienza di questi ultimi anni (tre di scuola ed uno di conduzione). Mi sono venute in mente tutte le domande che poste a questo o quel insegnante, a questo o quel tirociante non hanno mai avuto una risposta soddisfacente.

Volete un esempio ?? Per mesi e mesi all'inizio della mia avventura di conduzione ho vagato cercando una risposta ad una domanda per me fondamentale. Come devo impostare la prgrammazione del mio settimanale? Gli obiettivi formativi a lungo termine e generali mi erano chiari ma come tradurli in obiettivi specifici a breve e medio termine?

Ho vagato mesi con questa domanda e l' unica risposta che ricevevo era che la programmazione andava fatta partendo dall'osservazione del gruppo.

Che cosa poi andasse veramente osservato non è che fosse veramente chiaro. Dovevo osservare i bisogni espressi dai partecipanti o quelli più latenti, bisogni psicologici o più legati al movimento, bisogni individuali o del gruppo e della sua interazione.

Io ho molti amici che insegnano nella scuola e sempre inevitabilmente durante le nostre cene sentivo che prima o poi affrontavano il problema della programmazione e riuscivano a parlare tra di loro a scambiarsi esperienze o suggerimenti partendo dalle loro esperienze con la classe o dalle difficoltà di singoli allievi

Ed allora mi sono sempre chiesta e mi chiedo perchè tra insegnanti di biodanza non si riesce a comunicare su questo piano. Io non penso che non si voglia e che tutti cercano di segretare le loro iniziative, penso piuttosto che non ci sia un abitudine a farlo e forse nemmeno un linguaggio comune che ci aiuti. Non sappiamo parlare della didattica della biodanza. O forse, per non generalizzare, io non so parlarne con gli altri. Mi sembra un po' un dialogo tra sordi e io quando ostinanamente ci provo alla fine mi sento un po' straniita con un senso di solitudine e di incomprensione. Sapete quella sensazione di essere l'unica tonta del villagggio !!!!!

Questo spazio vorrei che si vivificasse anche per questo. Vabbene la critica ai massimi sistemi ma poi concretamente qual'è il modo di cambiare le cose, quali sono le nostre proposte. Io ho un gruppo, seppuur piiccolo, di persone e francamente va be Rolando Toro e ll'IBF e tutto il cucuzzaro ma io come posso riuscire ad essere un buon facilitatore per i miei allievi. Non vi nascondo che sento una grande responsabilità di fare proposte sbagliate a volte troppo eccessive a volte troppo blande, a volte sento forte il bisogno di forzare nel gruppo una comunicazione più profonda ma poi mi freno pensando che sia più opportuno rispettare i tempi di ognuno e lasciiarre che le cose accadano spontaneamente.

Insomma i dubbi soono tanti e le proposte poche. C'è qualcuno che ha qualche idea di come costruire una rete di aiuto, confronto, solidarietà tra noi tirocinannti (graditissimi gli aiuti di insegnanti più esperti) e voglia di pprovare a realizzarla

forse basterebbe semplicemente a condividere i dubbbi e le domande che nascono da una propria conduzione. Non so

Aspetto fiduciosa

Artemsia
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maxdalex
Site Admin


Registrato: 10/07/06 15:10
Messaggi: 45

MessaggioInviato: Sab Ott 14, 2006 8:19 pm    Oggetto: Come porto avanti un gruppo inizianti .... Rispondi citando

Cara Artemisia, ti dico come dopo tanti anni mi sono organizzato io per portae avanti un gruppo di inizianti.

Avevo i tuoi stessi dubbi all'inizio e il mio maestro Sergio Cruz mi dette anni fa una "ricettina" che ho custodito e applicato negli anni e che ora e' diventata per me un solido riferimento.

Utilizzo un sistema a spirale, cioe' i 4 temi portanti dell'integrazione affettivo-sensitivo-motoria lavorati in sequenza ciclica e a ogni ciclo un po' piu' approfonditi a seconda dei casi.

I 4 temi sono:

- Ritmo e Fluidita', che secondo Sergio Cruz rappresentano i due poli di uno stesso asse e quindi si lavorano insieme.

- apertura del petto (affettivita'). Non necessarimente le grandi "danzone" affettive lacrimogene. Intendo lalvori leggeri per aprire il petto sia motoriamente che affettivamente: braccai sensibili, comunioni di cuori, segmentario del petto (anche condiviso), accarezzamenti affettivi leggeri, incontri semplici, ecc..

- Sinuosita', cenestesia e integrazione dei tre centri. Tutto quello che ha a che fare con l'abbassamento del baricentro del movimento e con l'asse verticale che integra i tre centri nonche' con il piacere del movimento stesso. Tipiche danze sono le integrazioni dei tre centri, elasticita' integrativa, segmentari di bacino, accarezzamenti piu' sul piacere ecc.

- Espressione e creativita'. Sia nella dimensione Yin che in quella yang.

In questo modo ogni sera la chiave e la cuside alta della classe viene scelta secondo la dimensione che si lavora in quel turno e di conseguenza la serata si costruisce secondo la metodologia standard.

A esempio:

- set 1: cuspide (^) danza ritmica individuale, chiave (>) FL libera
- set 2: (^) Synchro a 2 , (>) Eutonia di indice (preparata da segmentari del petto)
- set 3: (^) Danza di espr. ritmica individuale con integr. 3 centri, (>) integr. tre centri cenestesica
- set 4: (^) Danza ritmica ludica a due, (>) dare e ricevere il fiore (in versione light)
- set 5: (^) variaz. ritmiche libere con dislocamento, (>) Fl libera con dislocamento
- set 6: (^) Synchro a due con enfasi sul feedback: (>) incontro per avvicinamento con contatto di fronte
- set. 7 ....

E cosi' via ...

Se per qualche ragione si ha la sensazione che il gruppo abbia bisogno di qualcosa si fanno delle eccezioni e poi si ritorna al ciclo la' dove si era interrotto.


Con questo metodo di Sergio Cruz adattato un po' da me si hanno vantaggi notevoli:

- e' molto piu' facile preparare le classi (si fa molto prima)
- il gruppo riceve uno stimolo molto equilibrato
- e' molto piu' facile integrare persone nuove
- si ripetono molte volte gli stessi esercizi e questo e' una manna per gli allievi.
- si evita di entrare in percorsi stratosferici di proposte super esistenziali ed enfatiche che alla fine producono molta ideologia e poca vivencia.

Personalmente nella mia carriera le ho provate un po' di tutte, anche per ragioni di mrketing: 4 elementi, 4 elementi incrociati con le linee di vivenica, le stagioni, i segni zodiacali,... e tante altre ne ho viste inventare dai colleghi.

Secondo me, a parte il marketing, il metodo di Sergio Cruz e' quello che produce i risultati migliori e che ha meno controindicazioni ed effetti collaterali.

Spero di aver contribuito e spero anche di leggere le opnioni di altri insegnanti perche' anch'io devo dire che in tutti questi anni ho saputo poco dagli altri. L'unico modo per sapere qualcosa e' andare direttamente in classe a vederli lavorare, ... ma per la programmazione a lungo termine non e' facile da capire nemmeno cosi'.

A presto

MAssimo (from the Findhorn Bay).
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argilla
esperto


Registrato: 25/07/06 09:10
Messaggi: 43

MessaggioInviato: Lun Ott 16, 2006 3:47 pm    Oggetto: Ecco come lavoro Rispondi citando

Il modello che ho sperimentato e con cui opero è il seguente :
Figura 1



Dalla figura 1 che ho riportato sopra si vede in sostanza che il nucleo centrale del modello è l'affettività , che sempre deve essere lavorata e ricompresa in una serata od in uno stage con esercizi quali accarezzamenti sensibili , camminate con fiducia , eutonia , ronde affettive ecc..
Lavoro poi su poi due polarità che attraversano l'affettività che resta il nucleo centrale sempre presente in qualsiasi serata o stage.
Le polarità da 1 a 2 che va dalla vitalità alla creatività e la polarità da 3a 4 che va dalla sessualità alla trascendenza, ritengo per mia esperienza queste polarità come assi di lavoro privilegiati , che non escludono naturalmente altre possibili combinazioni (1-3 ; 3-2 ;1-4;2-4).
Lavorando in coppia queste polarità e nelle sequenze dei numeri qui indicati ho riscontrato una buona armonia e progressività nello sviluppo delle vivencie e nel vissuto dei gruppi.
L'ultimo cerchio , il più esterno dà una sequenza anche temporale nella lavorazione delle linee di vivencia , al centro sempre l'affettività ( per il rafforzamento della identità del gruppo) , sequenza 1 - 3- 2 -4 che io utilizzo nella programmazione di lungo periodo.

Le fasi della serata
Fig 2

Come vedete la figura 2 rappresenta il modello tradizionale di serata , in cui nei punti azzurri io inserisco un lavoro di affettività ( l'ho visto fare più volte dagli insegnanti che hanno portato in Italia la Biodanza) soprattutto delle ronde di integrazione o delle ronde affettive. Credo che la figura sia autoesplicativa.

La programmazione

La figura 3 rappresenta il mio modo di programmare, programmo in questo modo sia le serate che gli stage:



In sostanza definisco un tema obiettivo che e' il riferimento costante ( ad esempio l'autostima), rispetto a questo tema poi scelgo le linee di vivencia su cui operare e lavoro in feed back sia con i singoli che con il gruppo. se parliamo di programmazione di breve prevale l'attenzione al gruppo , se parliamo di programmazione di medio lungo lavoro molto sia con le singole persone, anche con sfide individuali tarate sulle difficoltà che riscontro nel lavoro che fanno con me.
Naturalmente tutto è adattato e/o modificato in funzione delle difficoltà/esigenze che riscontro e dei feed back che ricevo dai singoli e dal gruppo.
vedete anche il modello derivato direttamente dal Modello teorico di Biodanza :
Un saluto

Argilla
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